La vendemmia 2019 a Marsala

vendemmia marsala 2019

Com’è andata la vendemmia 2019 a Marsala? Quest’anno, anche qui in zona Marsala, abbiamo avuto una primavera fredda e piovosa, che ci ha fatto un po’ spaventare. Maggio è stato molto freddo, così che l’allegagione (la fase del grappolo in cui si sviluppa dal fiore il frutto) si è un po’ bloccata, rendendo i grappoli più spargoli.

Beh, a Maggio le temperature da noi sono di solito tra i 20 e i 25 gradi, mentre quest’anno erano sui 15 gradi! Questo ha significato una minore produzione (ca. un 30% meno rispetto allo scorso anno), ma di maggiore qualità. Quindi tutto sommato siamo molto soddisfatti.

vendemmia 2019

La vendemmia 2019 a Marsala è stata, in termini qualitativi, una delle migliori da quando abbiamo iniziato a fare vino (nel 2011). A Maggio, oltre alle basse temperature, ci sono state anche piogge più o meno intense. Lo scirocco, vento caldo e umido, è stato raro, mentre il maestrale ci ha fatto spesso compagnia, contribuendo ad asciugare le uve: un caldo secco ventilato, molto positivo per la vigna.

Ciò ci ha consentito anche di ridurre i trattamenti in vigna con rame e zolfo: ne abbiamo fatti solo due! Inoltre abbiamo avuto escursioni termiche tra giorno e notte, che hanno contribuito alla maturazione più uniforme delle uve.

Quando è iniziata la vendemmia 2019?

Abbiamo iniziato a vendemmiare il 18 Agosto, raccogliendo l’uva per il Foddre, la nostra bollicina fatta con metodo ancestrale da uve Catarratto. La raccolta di un’uva non ancora a piena maturazione permette di avere una buona acidità e un PH basso.

Dopodiché è stato il turno di Merlot, Grillo, Catarratto e infine del Nero d’Avola. Abbiamo concluso la maggior parte della vendemmia il 20 Settembre. Ma non è ancora finita! Siamo in attesa della vendemmia tardiva del Catarratto per il nostro Elisir, che l’anno scorso non è stato prodotto. Prevediamo di raccogliere le uve intorno a metà ottobre.

vendemmia catarratto

Circa 15 giorni fa, il giorno dopo la raccolta del Catarratto per il Guanciabianca, abbiamo lasciato 4 filari intonsi. Il giorno dopo abbiamo fatto la circoncisione del capo a frutto, che serve a bloccare il flusso linfatico della vite e creare così la surmaturazione delle uve e quindi un accumulo zuccherino delle uve.

Fatiche e gioie della vendemmia

Le settimane della vendemmia, si sa, sono faticose e impegnative. Eppure non mancano mai i momenti conviviali! In vendemmia siamo un gruppetto di ca. 8 persone, molte delle quali ci aiutano ormai da anni.

Secondo tradizione, tra le 11 e le 12 ci riuniamo tutti quanti sotto un fico o un ulivo, perché la fame si fa sentire e ci riposiamo un po’. Mangiamo spesso la pasta forno di mamma Rosa e il pane “cunzato”, ovvero condito con pomodori, acciughe, olio, pecorino, sale e pepe. Il tutto annaffiato, ovviamente, da qualche bicchiere di vino!

Che vendemmia è senza la festa di fine vendemmia? Il 28 Settembre ci siamo ritrovati tutti: la famiglia, chi ci ha aiutato in vigna e tanti amici. Abbiamo festeggiato insieme la vendemmia di quest’anno, che ci ha dato molte soddisfazioni e abbiamo anche assaggiato i nuovi vini.

Ogni anno per la festa della vendemmia vengono preparati due dolci tipici per noi: la mostarda di uva (mosto cotto con aggiunta di farina e mandorle), e una squisita granita di mosto di Grillo o Catarratto. Buonissimi!

La vendemmia del nero d’Avola

Se ogni anno il Nero d’Avola matura prima del Catarratto, quest’anno non è stato così. C’è stato quasi un mese di ritardo, perché la maturazione fenolica era indietro, ovvero il vinacciolo (il seme nell’acino) era sempre troppo verde.

In Sicilia il Nero d’Avola ha bisogno di tanto caldo e scirocco per maturare bene, di un caldo afoso. Quest’anno lo scirocco è stato scarso, mentre il maestrale permette sì una buona escursione termica, ma non porta quel caldo umido dello scirocco di cui ha bisogno questo vitigno. Se dunque quantitativamente la raccolta delle altre uve è stata inferiore, per il Nero d’Avola è stata più o meno come quella dello scorso anno.

E in cantina? Al momento i nostri vini sono in acciaio, dove avvengono le fermentazioni. La prima fermentazione è quasi completa; siamo in attesa della seconda, quella malolattica, sulle fecce fini. L’ultimo a essere svinato è stato il Nero d’Avola del Guancianera.

Non ci resta che attendere i prossimi mesi che i vini diventino quel nettare delizioso e affascinante che ci accompagna ogni giorno a tavola.

Francesca
fran@theblackfig.com
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